Recensione:Samuel-Il codice della bellezza

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Domanda:Quando dopo più di 20 anni di  onorata carriera una delle band più note e innovative del panorama italiano come i Subsonica può permettersi di prendere una pausa,cosa possono fare nel mentre i membri del suddetto gruppo?Girarsi i pollici?Farsi una famiglia?Cambiare casa discografica?(Cosa per altro fatta,con il passaggio da Universal alla Sony)

Risposta:Qualcuno può decidere di diventare insegnante in un talent(il Tastierista Boosta che recentemente proteste aver visto ad Amici),altri invece si buttano in progetti  di musica Techno come Deejay(Max e Ninja,con il progetto Demonology Hi-Fi) o racimolano featuring qua e la (il bassista Vicio, comparso nell’ultimo album di Ermal Meta nel brano La vita migliore) ma …..se sei il cantate del gruppo?Ovvio fai un album da solista.


L’album,che comprende 12 traccie nella versione Cd singola e 14 in versione deluxe e digitale,e che porta la collaborazioni di Lorenzo”Jovanotti” Cherubini e del produttore Michelle Canova, inizia con il primo singolo che ha introdotto il progetto”la risposta”  dove, tra sintetizzatori elettronici e ritmiche martellanti,il nostro sembra una cercare una motivazione  per proseguire e trovare delle soluzioni alle cose che non riusciamo a comprendere (Qualcosa che non so capire[…]ad ogni dubbio che verrà) da li l’ascoltatore viene trasportato l’ascoltatore in un una visione diretta e senza divagazioni eccessivamente romantiche sul tema dell’amore,ritraendo per esempio di un rapporto di coppia la capacità di superare le crisi (Vedrai) o i litigi (Rabbia) ,il colpo di fulmine a prima vista (Il Treno) oppure la rabbia verso l’amante(Dea) e la fine di una relazione(Qualcosa) senza rinunciare anche ai temi di attualità (La statua della mia libertà) o la solitudine interiore (La luna piena). La voce di Samuel è inconfondibile e da un senso di unicità all’album e con la capacità di amalgamarsi bene in canzoni tipicamente lontane dal suo stile,come nel esempio di Voleva un Anima, di chiaro stampo jovanottiano e presentata in duetto con l’amico che ha collaborato anche alla scrittura di alcuni pezzi, e dove viene aiutato anche dalla produzione di Canova,qui più ispirato e a fuoco rispetto ai lavori con Mengoni e Michielin, che presenta una buona varietà di genere tra canzoni più hip pop e elettroniche a quelle più suonate tra funk e il caraibico,senza snaturire il sound a cui è abituato il fan Subsonico,ma adattandolo a ritmi più Pop. Certo gli scivoloni in cui compaiono traccie più deboluccie non mancano,come nei casi di Niente di particolare e Passaggio ad un Amica o uscite testuali un po cringe da sentire come si direbbe in inglese e qualcuno può storcere il naso chiedendosi se quest’album dopo 20 anni di carriera era veramente necessario,ma per  tornare a citare le parole della traccia che apre il disco La risposta in cui il cantata mentre cerca una motivazione per qualcosa esclama “…..Al mio bisogno di semplicità….a cosa chiede il mio DNA” è innegabile che ci sia il bisogno dopo essere stati etichettati con una delle band più avanti musicalmente e particolari del Bel Paese,il bisogno di fermarsi e cercare qualcosa di più facile che arrivi a tutti. E Il Codice Della Bellezza lo fa bene, provando ad accontatentare vecchi fan e nuovi curiosi in un album POP che merità sicuramente un vostro Ascolto.

  • Traccie Consigliate: Vedrai,Rabbia,Il Treno,Qualcosa,Dea,Come Una Cenerentola,Il Codice della Bellezza

VOTO:80/100

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